ANSFISA: informazioni mancanti
per la sicurezza di strade, ponti e viadotti

ANSFISA: informazioni mancanti <br> per la sicurezza di strade, ponti e viadotti
In di Boviar

“Lavorare per una nuova cultura per la sicurezza delle infrastrutture italiane per sviluppare un sistema dinamico, basato sulla prevenzione e sulla chiarezza delle competenze”.

È questo l’obiettivo di ANSFISA, l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture stradali e autostradali, che ha presentato lo scorso 29 aprile la prima Relazione annuale alla presenza del Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini.


L’Analisi

ANSFISA: Strade, ponti e viadotti, censimento incompleto

Per Ansfisa, la sicurezza di strade, ponti e viadotti passa attraverso un accurato censimento delle opere esistenti e monitoraggio delle condizioni in cui versano. Al momento siamo lontani dalla situazione ottimale. Infatti, in base alla prima ricognizione condotta, si evince che su circa 800mila chilometri di rete stradale italiana, che fanno capo a regioni, province, città metropolitane e comuni, a causa della stratificazione normativa, dei frequenti passaggi di gestione e della vetustà delle opere, ci sono dati ridotti, limitati e lacunosi.

Le ultime rilevazioni utili per il sistema viario comunale risalgono al 1999 e restituiscono una rete di circa 668mila chilometri di strade, mentre più di 135mila chilometri appartengono a province e regioni. Mancano anche le informazioni qualitative, fondamentali per la definizione di moderni Sistemi di Gestione della Sicurezza da parte dei gestori o dei proprietari. Ansfisa ha avviato una prima ricognizione, chiedendo il coinvolgimento degli enti locali nella rilevazione dei dati per la conoscenza della propria rete di competenza, attraverso la quale costituire un moderno sistema di supervisione e monitoraggio della sicurezza delle
infrastrutture.



Le procedure

ANSFISA: a breve le linee guida

Dopo la consultazione, verranno emanate le Linee guida con gli schemi dei Sistemi di Gestione della Sicurezza e per il riconoscimento degli organismi per la loro certificazione che consentiranno il completamento del ciclo delle attività di vigilanza. Le procedure di supervisione e controllo nei vari settori di interesse stradale saranno compatibili con quelle
già in essere nel settore ferroviario, per arrivare un unico sistema procedurale indipendente dalla modalità di trasporto.


Il soggetto promotore

Chi è ANSFISA

ANSFISA, nata con il decreto Genova all’indomani del crollo del Ponte Morandi e operativa dal 30 novembre scorso, ha incorporato l’ANSF, l’Agenzia per la Sicurezza delle Ferrovie, facendo proprio il know how sviluppato in ambito ferroviario, anche con l’obiettivo di trasferirlo al settore delle infrastrutture stradali, autostradali e dei trasporti rapidi di massa. Nel 2020 sono stati compiuti i passi principali per l’operatività amministrativa del nuovo ente: dalla nomina del direttore alla definizione dello statuto e regolamento di amministrazione fino alla designazione dei dirigenti generali e degli organi di vertice.

È stata anche indetta una selezione pubblica per il primo contingente di personale che oggi si attesta a 164 unità contro le 569 previste dalla legge, con oltre il 70% di carenza dell’organico. L’Agenzia, che si articola in due direzioni generali, ha il compito di promuovere la sicurezza su circa 840.000 km di strade; fra queste: 8.006 km di autostrade e 27.259 km strade statali (Anas) con 2.179 gallerie, 21.072 ponti e viadotti, 6.320 cavalcavia. Ai quali si aggiungono 17.530 km di ferrovie nazionali e regionali con 5.443 passaggi a livello, 18.847 ponti, viadotti e gallerie, 3.236 stazioni, 30.818 scambi o intersezioni; 1.130 km di ferrovie isolate con 944 passaggi a livello, 1529 ponti, viadotti e gallerie, 288 stazioni e 225 km di impianti di trasporto rapido di massa (metropolitane), di cui 131,6 km in galleria, dislocati in 7 città con 14 linee e 272fermate. Mentre i soggetti, tra gestori delle infrastrutture, imprese esercenti il servizio e centri di formazione, con i quali il nuovo ente deve interfacciarsi sono più di 8.000.

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